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HIRO MATSUOKA



Reviews

Il mondo della foto "scadute"

Alessandro Vaccaro


Ai Magazzini Fotografici da oggi un percorso originale: immagini sviluppate da vecchi scarti


È un giorno di marzo del 2015. Nello studio di Mike Crawford, fotografo e stampatore inglese, entra un clienete, David Yates, con un carrello della spesa: all'interno ci sono molte scatole con pellicole e carte fotografiche scadute, alcune risalenti a una trentina d'anni fa, altre più vecchie. Dopo ventiquattro'ore Yates si ripresenta con un nuovo carico: l'intero contenuto, considerato materiale di scarto secondo i canoni della datazione del prodotti, proviene dalla camera oscura di Bret Sampson, suo zio. Insomma, roba da destinare al macero, ma salvata da Crawford dopo una serie di test: "Ho scoperto con sorpresa che tutti quel fogli, inutilizzabili solo all'apparenza, risultavano ancora adatti per le moderne tecniche di stampa".


"L'idea di Mike Crawford, stampatore inglese: utilizzare pellicole e carte da mandare al macero ma ancora funzionanti"


Nasce così l'idea alla base di "Obsolete & Discontinued", la monstra in programma fino al 3 novembre ai Magazzini Fotografici, in via San Giovanni in Porta: l'inaugurazione è oggi alle 19. "Per realizzare il percorso espositivo - racconta Crawford - ho coinvolto cinquanta grandi nomi legati all'arte Visiva. A loro ho offerto la possibilità di essere gli ultimi autori al mondo a utilizzare certi tipi di carte ormai impossibili da reperire. Hanno avulo la massima libertà nell'implego delle tecniche e nella scelta del soggetti da ritrarre. Le opere sono state sviluppate con i processi di stampa piú disparati, tra cui la gelatina d'argento, la litografia, il collodio e altre metodologie ibride analogiche e digiltali".

Il risultato è un progetto che esalta il potenziale unico della fotografia e offre uno spunto di riflessione sul concetto di obsoleto. "C'è di più. Oggi - observa Crawford - le nuove tecnologie sono al servizio della soddisfazione economica di pochi a discapito di molti. Penslamo ai nostri smartphone, che sono stati creati per durare poco nel tempo, in maniera sconsiderata nel confronti dell'ambiente. Le carte da cui ha origine la monstra hanno fatto il loro lavoro ben cinquant'anni dopo la data di scadenza. C'è chì le avrebbe mandate al macero, ma anche chi le ha riutilizzate per dimonstrare che la bellezza è ovunque. Basta solo cercarla...".

Tra le opere spicca "Kitchen, Elsynge Road, London 1977", che raffigura due bottiglie travestite da monaci: è la stampa di un test effettuato su un negativo degli anni Settanta. L'autore è l'inglese Brian Griffin, uno dei più influenti artisti internazionali, considerato a tutti gli effetti un epigono dell'immagine legata al mondo dello spettacolo. Il suo è un romanzo visivo che percorre in lungo e in largo la storia del protagonisti della scena musicale: Elvis Costello, Iggy Pop, Ringo Starr, Peter Gabriel e Depeche Mode, giusto per citarne alcuni. Alla fotografia di Griffin si affiancano gli scatti di Melanie King, Jaden Hastings, Yaz Norris, Joan Texidor, Angela Easterling, Peter Moseley, Tina Rowe e tanti altri.

La monstra, ospitata nello spazio espositivo fondato da Yvonne De Rosa, con Valeria Laureano in qualità di coordinatrice artistica e Rosslla Di Palma come responsabile della comunicazione, è visitabile dal mercoledi al sabato, dalle 11 alle 19, e la domenica fino alle 14.30. Info 338 640 3215.



— Napoli Società, 20.09.2019




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